Aumentare la latitudine di posa – contrast blending

Le moderne macchine digitali hanno circa 7/8 EV di dinamica disponibile se si scatta in jpg con un contrasto medio. Se si scatta in RAW si possono recuperare altri 2/3 EV, ma occore fare molta attenzione al rumore nelle ombre ed oltre questo limite le alte luci sono comunque irrimediabilmente perse.
Se la scena che si vuole riprendere ha un contrasto molto elevato si è quindi costretti ad annegare i dettagli delle ombre nel nero oppure a “bruciare” le alte luci. Una possibile tecnica per ovviare a questa limitazione è quella di effettuare delle esposizioni multiple (bracketing) ed unirle in post-produzione per aumentare la latitudine di posa.

Un metodo efficace per unire esposizioni multiple è quello descritto da Erik Krause nel suo sito:
Contrast blending

Questo metodo consiste nel disporre su diversi livelli le varie esposizioni partendo dalla più scura fino alla più chiara. Ad ogni livello viene poi associata una maschera per far “filtrare” i dettagli delle alte luci dal livello + scuro sottostante.
Da questo sito è anche possibile scaricare gratuitamente un azione photoshop per velocizzare il procedimento, mentre il dettaglio del metodo è descritto al seguente indirizzo: Descrizione procedimento contrast blending

Facciamo ora una prova una prova utilizzando una tecnica simile a quella descritta da Erik Krause (Noi utilizzeremo i livelli invece delle curve, dei parametri di smart blur differenti ecc., ma i concetti fondamentali rimangono invariati).
Partiamo da una sequenza di 5 diverse esposizioni fatte a 2 stop di differenza una dall’altra (da 1/15 di secondo a 15 secondi):

Bracketing -4, -2, 0, +2 +4
Apriamo l’immagine più scura e creiamo un nuovo livello nel quale mettiamo la successiva immagine più chiara. A questo livello aggiungiamo poi una maschera.

Passo 1
A questo punto duplichiamo il primo livello e desaturiamolo trasformandolo in bianco e nero e copiamolo nella maschera del primo livello (per fare questo basta selezionare tutto il livello con ctl-A e ctl-c, poi cliccare sulla mschera tenendo premuto il tasto alt per metterla in evidenza e con ctl-v copiare il contenuto del livello desaturato nella maschera). Possiamo ora cancellare il livello desaturato e ci ritroveremo quindi con lo sfondo contenente l’esposizione più scura e con il primo ilvello contenente la successiva esposizione più chiara con associata una maschera che non è altro che la verione in bianco e nero del livello stesso.

Passo 2
Applichiamo ora sulla maschera un filtro “smart blur” (sfocatura intelligente) con Radius (Raggio): 2, Soglia 50, Quality (Qualità): High (Alta), Mode (Modo): Normal. Applichiamo ora sulla maschera un filtro “gassian blur” con raggio 1 ed infine applichiamo sempre alla maschera una correzione di livelli con i seguenti valori: Input levels : 0 0,30 255 e Output levels: 255 0. (Attenzione agli Output levels che vanno invertiti: sono 255,0 e NON 0,255).
Nel caso in cui si stia lavorando con un’immagine a 16 bit bisogna utilizzare una procedura leggermente diversa perchè photoshop non permette di applicare il filtro “smart blur” ad un’immagine a 16bit. In questo caso bisogna copiare il livello desaturato in un nuovo documento, che andrà ridotto a 8bit prima di applicare il filtro “smart blur”. Dopo aver applicato il filtro si può quindi copiare il risultato nell’immagine di partenza a 16bit.

Passo 3
In questo modo otterremo una maschera che nasconderà la alte luci del livello facendo filtrare i dettagli delle alte luci dal livello sottostante.

Risultato maschera passo 3
Aggiustiamo ora il valore di opacità del livello fino ad ottenere un risultato ottimale. Questo valore può variare molto a seconda dell’esposizione delle due immagini. Osserviamo un particolare dell’immagine per vedere il risultato di questa prima fusione.

Risultato finale passo 3
Possiamo ora aggiungere una a una le successive immagini e ripetere questa operazione per ognuna di esse. L’immagine finale avrà una latitudine di posa decisamente superiore ma presenterà un livello di contrasto molto basso.

Risultato finale grezzo
Per ripristinare il contrasto e sufficiente aggiungere una curva di regolazione con la classica forma ad S. Il risultato finale sarà formato da un livello per ogni esposizione e da un livello curva di regolazione. Le opacità dei singoli livelli vanno poi agggiustate per ottenere un risultato ottimale.

Organizzazione in livelli delle 5 esposizioni
Analizziamo ora due particolari dell’immagine originale esposta ad 1 sec (0EV) e del risultato finale della nostra elaborazione.

Confronto fra l'esposizione media ed il risultato finale
L’immagine con esposizione 1 secondo, contiene una dinamica di circa 10EV che è il limite fisico della fotocamera digitale usata, mentre fondendo le 5 esposizioni siamo riusciti ad ottenere una dinamica di circa 15EV (abbiamo guadagnato 4 stop nelle alte luci ed 1 stop nelle ombre) ed una forte riduzione del rumore nelle ombre. Confrontando il risultato con l’immagine di partenza si vede come si siano aggiunti molti più dettagli nelle alte luci e come nelle ombre il rumore sia significativamente minore.
Un problema di questa tecnica è che se esistono delle luci molto colorate queste tendono a perdere saturazione e diventare grigiastre necessitando quindi dei piccoli ritocchi. Si noti ad esempio e luci sotto la scritta MEDUSA che passano da bianco a grigio chiaro a giallo e che andrebbero quindi ritoccate a mano per ottenere un risultato ottimale.

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